A Roma, nei Giardini di Castel Sant'Angelo

Letture d'Estate

Libri giochi musica e relax
Nel cuore della tua città
20
Giugno
-
01
Settembre
Ingresso gratuito

Ascanio Celestini, Barzellette

fanno letteralmente morire dal ridere

L’autore Ascanio Celestini incontra il pubblico di Letture d’Estate per parlare del suo ultimo libro Barzellette, Einaudi. Una serata dove finalmente sarà possibile ridere anche dopo un solo spritz!

Ascanio Celestini è un attore teatrale, regista cinematografico, scrittore e drammaturgo italiano. Romano di nascita, Celestini trascorre la sua gioventù nel quartiere periferico di Casal Morena. Dopo gli anni con il Teatro Agricolo O del Montevaso, Celestini scrive e interpreta il suo primo spettacolo, Cicoria. In fondo al mondo, Pasolini (1998). Nella sua carriera vince innumerevoli premi, una carriera non soltanto teatrale. Infatti, dal 2001 ha scritto e interpretato diverse trasmissioni radiofoniche per Rai Radio 3. Nel 2006 partecipa al film Mio fratello è figlio unico di Daniele Luchetti. Nel 2007 gira il documentario Parole Sante che racconta la vicenda di un collettivo autorganizzato di lavoratori precari dell’Atesia, all’epoca il più grande call center italiano con sede nel quartiere di Cinecittà a Roma. Dal 2012 partecipa a The Show Must Go Off, trasmissione di Serena Dandini in onda su LA7. Nel 2015 debutta con Laika, mentre nel 2017 presenterà per il Napoli Teatro Festival uno studio di Che fine hanno fatto gli indiani pueblo?, secondo episodio di una trilogia cominciata con Laika e destinata a concludersi negli anni futuri.

Di cosa parla? Una stazione, due uomini che aspettano un misterioso convoglio partito da lontano e un «brogliaccio» pieno di barzellette da leggere per ingannare l’attesa. Sono storielle popolate da naufraghi e cannibali, carabinieri e politici, scienziati e filosofi, preti, suore, ebrei e musulmani, mariti e mogli impegnati nell’eterna lotta tra i due sessi, e ancora animali, suocere, amanti. Storie che non appartengono a nessuno, ma sono a disposizione di tutti. Ci dicono cosa siamo diventati, ci consentono di scavare nel torbido senza diventare persone torbide. E, soprattutto, fanno letteralmente morire dal ridere.