A Roma, nei Giardini di Castel Sant'Angelo

Letture d'Estate

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Nel cuore della tua città
20
Giugno
-
01
Settembre
Ingresso gratuito

*annullato* Claudio Gatti, I demoni di Salvini

** L’incontro con Claudio Gatti è purtroppo annullato per motivi di salute dell’Autore, al quale auguriamo una serena e veloce ripresa**

 

L’autore Claudio Gatti incontra il pubblico di Letture d’Estate per parlare del suo ultimo libro, I demoni di Salvini, Chiarelettere edizioni, con Guido Vitiello.

Claudio Gatti è un giornalista italiano. Oggi è inviato speciale de Il Sole 24 Ore e collabora con il New York Times, l’International Herald Tribune e il Philadelphia Inquirer. Ha scritto per testate italiane e straniere, dal Corriere della Sera al Financial Times, ed è stato corrispondente de L’Europeo, vicedirettore de Il Mondo e direttore del supplemento Italy Daily. Nel 2005, dalle colonne de Il Sole 24 Ore e del Financial Times, è stato il primo giornalista al mondo a denunciare lo scandalo Oil for Food. In Italia ha pubblicato Rimanga tra noi (Leonardo, 1991), in cui ricostruisce i rapporti politici e diplomatici tra Stati Uniti e Italia dal dopoguerra alla fine della guerra fredda. Ha pubblicato il romanzo Il Presagio (Rizzoli, 1996) e i libri d’inchiesta Il quinto scenario (Rizzoli, 1994), sulla strage di Ustica, e Fuori orario, sulle ferrovie italiane (Chiarelettere, 2009), seguito da Il sottobosco, scritto con Ferruccio Sansa (Chiarelettere, 2012).

Di cosa parla?

Chiedersi se Matteo Salvini sia fascista non è solo un esercizio inutile, è un grave errore. Perché vuol dire cercare quello che non c’è. Il fascismo è finito con Mussolini. Quella che non si è mai spenta è la fiamma culturale e ideologica che lo ha alimentato. Grazie al racconto di una gola profonda e ad altre testimonianze esclusive, l’autore rivela l’identità e la storia dei principali protagonisti di una macchinazione senza precedenti. A condurla è stato un manipolo di persone che, dopo aver metabolizzato fascismo e nazismo, con una strategia classificabile come postnazista ha saputo trarre vantaggio da debolezze e difetti della democrazia liberale per egemonizzare il dibattito culturale e prendere il controllo di quello politico. Un progetto di restaurazione del vecchio pensiero reazionario a vocazione autoritaria e plebiscitaria, dissimulato però come una formula nuova che supera i vecchi schemi politici attraverso un veicolo diverso da tutti gli altri: la Lega Nord.